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Il termine cippato deriva dall’inglese “chip” che significa scaglia. Tale prodotto viene ottenuto sminuzzando il legno in scaglie con dimensioni e spessore variabili da alcuni millimetri ad un paio di centimetri. Vari tipi di legno vengono ridotti in scaglie partendo da tronchi e ramaglie attraverso l’utilizzo di macchine cippatrici.

Esistono diverse tipologie di macchine cippatrici, quelle industriali che sono grossi macchinari capaci di triturare anche tronchi di grandi dimensioni e quelle più piccole collegabili ai trattori per un uso semiprofessionale e domestico che sminuzzano legni di diametri inferiori.

Il legname ridotto in scaglie può essere impiegato nella produzione di pannelli di particelle, nell’industria cartaria o per usi energetici, in quanto la sua maneggevolezza permette un’alimentazione automatica delle caldaie. In questo ultimo caso, la pezzatura dei chips deve essere omogenea e di piccole dimensioni.

Come le altre biomasse cellulosiche, è una fonte rinnovabile in quanto le materie di scarto rappresentano la materia prima per la crescita delle specie vegetali di origine in un ciclo chiuso a scala globale.

Il vantaggio principale nell'utilizzo del cippato come combustibile da riscaldamento risiede, come avviene per tutte le biomasse, nel fatto di essere economico, pratico ed ecologico: contribuisce infatti ad un notevole abbattimento delle emissioni di anidride carbonica.

Condizione necessaria è che il prelievo dalla sorgente non sia superiore all'accrescimento della stessa. Il cippato può essere prodotto da scarti di lavorazioni agricole e forestali o da colture dedicate (short rotation). Il cippato è utilizzato sia per la generazione elettrica che per produrre calore o, in forma combinata, in impianti di cogenerazione e può alimentare sia impianti di piccola taglia (pochi kW) che grandi impianti fino all'ordine di diversi MW.

Negli ultimi anni la richiesta di cippato è cresciuta in maniera esponenziale portando sul mercato del riscaldamento modelli di caldaie a cippato per un uso domestico. Rispetto al pellet, il cippato ha una resa minore in quanto contiene un tasso di umidità maggiore e necessita di spazi di immagazzinamento più ampi.

Nelle operazioni boschive la “cippatura” consente diversi vantaggi, tra i quali il recupero di scarti che altrimenti verrebbero lasciati nei boschi (prevenendo così l’innesco di incendi) e l’aumento della produttività conseguente all’eliminazione di alcune fasi di allestimento del legname.

Il cippato ottenuto può essere di tre tipologie:

- Cippato verde quando sono presenti anche le foglie nel caso di sminuzzatura dell’intera pianta.

- Cippato marrone se vengono sminuzzati rami o tronchetti con la corteccia.

- Cippato bianco se il materiale da cippare è stato preventivamente scortecciato.

Il prezzo del cippato varia ed è strettamente legato al grado di umidità che ne determina sia la resa calorica che il peso, al tipo di legno usato, alla provenienza dello scarto (da lavorazione industriale o direttamente dal bosco)  e alla distanza dal luogo di produzione.