| Legna da ardere |
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Si definisce biomassa tutto ciò che ha matrice organica, con esclusione delle plastiche di origine petrolchimica e dei materiali fossili. E’ un termine che riunisce una gran quantità di materiali, di natura estremamente eterogenea: residui forestali, scarti dell'industria di trasformazione del legno (trucioli, segatura, etc.), residui delle coltivazioni, piante espressamente coltivate per essere utilizzate a fini energetici e alcuni scarti delle aziende zootecniche. Per uso domestico, la biomassa può essere disponibile sotto forma di ceppi di legna da ardere, pellet, segatura, mais, cippato. La legna da ardere rappresenta ancora oggi il principale combustibile di uso domestico per circa 1/3 della popolazione mondiale anche se il suo potere calorifico è piuttosto basso: 3000-4000 kilocalorie/kg. La legna da ardere è sicuramente il combustibile più antico e sfruttato mai usato dall'uomo. Anche oggi nell'era dei computer e dei viaggi spaziali il suo utilizzo rimane massiccio ed in particolare nei paesi più poveri e in via di sviluppo che ne consumano circa il 70 % della produzione mondiale annua, mentre nel mondo industrializzato, dopo il declino inevitabile dovuto all'introduzione dei combustibili fossili come il petrolio e il gas metano, sta tornando di gran moda. Si calcola che in Italia oggi se ne consumino circa 5 milioni di metri cubi l'anno di cui il 15/20 % viene importata. Il suo utilizzo è principalmente rivolto al riscaldamento di ambienti, alla produzione di acqua calda per usi sanitari e per uso alimentare in forni e pizzerie. Molti sono i motivi che hanno determinato la rinascita della legna da ardere come combustibile da riscaldamento: in primo luogo la sua convenienza, è infatti molto più economica rispetto ai tradizionali combustibili fossili (un risparmio che può arrivare fino al 40 %), poi le innovazioni tecnologiche nel settore della termoidraulica hanno consentito un suo utilizzo molto più efficiente rispetto al passato, infine le nuove "politiche ecologiche e ambientali" hanno garantito incentivi e detrazioni fiscali a coloro che adottano i nuovi sistemi ecologici per la produzione di energia. Il prezzo e la qualità della legna da ardere varia a seconda del tipo di piante e del tipo di pezzatura: la legna spaccata utilizzata per le piccole stufe richiede più lavoro rispetto alla legna "metrata". Infine il prezzo dipende sia dal luogo di provenienza dove il mercato può subire oscillazioni, sia dal luogo di destinazione dove il prezzo di trasporto ha una grossa incidenza sul prezzo finale. In molti paesi l’incremento della popolazione comporta una continua richiesta di energia a basso prezzo: ne deriva che il consumo di legna da ardere è ora diventato superiore alla naturale capacità di rinnovamento delle foreste, con la grave conseguenza di estesi disboscamenti in vasti territori. Questo problema, tuttavia, non riguarda né l'Italia né in generale l'Europa, dove i boschi sono in aumento sia in termine di superficie sia in termini di massa legnosa presente in media per unità di superficie. Soprattutto nei paesi dell'Unione Europea, i boschi possono essere tagliati solo seguendo una precisa e rigida normativa, che permette un uso sostenibile e duraturo delle superfici forestali. |









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Globalmente, il commercio di biomasse legnose è stato stimato in poco più di 11 milioni di tonnellate nel 2008, dai 5,6 milioni di tonnellate nel 2003. I principali flussi di scambio si sono avuti tra il Canada e i paesi dell'Europa occidentale. Il solo commercio di pellet in legno rappresenta una larga quota degli scambi di biomasse, raggiungendo il record di oltre tre milioni di tonnellate nel 2008.

